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3°Itinerario

 Fosso Reale e il Mercato Centrale
Pillole di storia

     Il cuore della città moderna

Mappe
Piazza del Municipio, Duomo, Via della Madonna e chiese delle Nazioni, Piazza  della Repubblica, Fosso Reale, Mercato Centrale, Piazza Cavour, Via Ricasoli e Via Cairoli, Sinagoga

FotoIl Palazzo del Municipio
Cominciamo il nostro giro turistico dalla Piazza del Municipio.
Tra i palazzi che si affacciano sulla piazza, quello Granducale (sede del- la Provincia), voluto da Ferdinando 
I de’ Medici, è opera di Antonio Cantagallina (1605). Interamente ricostruito dopo la guerra, dell’originale rimane la bella facciata del 1629, quando il palazzo fu ingrandito.Di lato si presenta il Palazzo del Municipio, alla cui sommità si eleva la graziosa torre campanaria, realizzato da Giovanni del Fantasia nel 1720.Il restauro, seguito al terremoto del 1742, lo dota del sontuoso scalone. L’interno, pur avendo perso parte del suo patrimonio per i bombardamenti, esibisce ambienti di notevole fattura.
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La galleria araldica conserva oltre cinquanta antichi stemmi. La sala delle cerimonie mostra due grandi dipinti secenteschi, rispettivamente del napoletano Luca Giordano (Fiera fuori delle mura della città di Livorno) e del fiammingo Justus Sustermans (Ferdinando II de’ Medici e il porto di Livorno). La sala del Consiglio, che conserva la bandiera della difesa di Livorno durante l’assedio del 1849, è ornata con bassorilievi raffiguranti la storia della città, mentre sulle porte d’accesso sono esposti i busti di livornesi illustri. 
A sinistra del Palazzo dell’Anagrafe, si erge il Palazzo della Dogana, oggi sede della Camera di Commercio, elegante edificio secentesco rimasto sostanzialmente immutato nella parte esterna.

FotoLa Piazza d’Arme in un'antica stampa
Per raggiungere la Piazza del Duomo si passa sotto il pregevole Palazzo Grande chiamato ironicamente dai livornesi “Nobile interrompimento”. È il palazzo costruito negli anni Cinquanta che ha diviso in due la Piazza d’Arme (1660). La spaziosa piazza si estendeva dal sagrato del Duomo fino al Comune, e la costruzione di un palazzo così voluminoso proprio nel bel mezzo della piazza provoca molte polemiche. 
La Piazza d’Arme costituisce, all’interno della pianificazione urbanistica della città ideale voluta da Ferdinando de’ Medici e progettata da Bernardo Buontalenti, il fulcro della vita civile e religiosa di Livorno. L’armonia e la vasta ariosità di questa piazza ha ispirato l’inglese Inigo Jones (che ha introdotto l’architettura rinascimentale in Inghilterra e secondo alcuni ha partecipato alla costruzione del Duomo di Livorno) nella progettazione della piazza Covent Garden londinese e si ritiene che anche Place de Volges di Parigi sia ispirata alla piazza labronica. I bombardamenti del 1944 devastano il Duomo, progettato da Alessandro Pieroni (1594- 1606), che è stato ricostruito sull’antico disegno rinascimentale.

FotoBeato Angelico, “Christo coronato di spine”, Duomo di Livorno

​Si consiglia di entrare in Duomo (Cattedrale di San Francesco) per vedere le tele dei pittori livornesi Tommaso Gazzarrini (1790-1853) e Giuseppe Maria Terreni (1739-1811) e la straordinaria opera del Beato Angelico del Cristo coronato di spine (1435-1450) nella Cappella del Santissimo Sacramento. 
Solo per questa intensa e profonda immagine regale del dolore vale la pena di venire a Livorno.
Percorsa per un breve tratto la Via Grande in direzione di Piazza della Repubblica, con un’agile conversione a sinistra ci ritroviamo in Via della Madonna, con le sue tre 
chiese delle Nazioni nello spazio di 300 metri circa. Infatti, qui, diverse comunità nazionali e religiose ereggono i loro luoghi di culto. La Chiesa dei Greci Uniti (1606-1607) è quella più vicina alla Via Grande. La sua splendida iconostasi è visibile oggi nel Museo della Città. 
La seconda è la Chiesa della Madonna, in gran parte uguale a quella originale costruita dal Pieroni (1607-1608). Cattolica di rito romano, è peraltro internazionale a motivo degli altari dedicati a diversi gruppi etnici e culturali (portoghesi, olandesi, francesi ecc.). Da visitare anche il bel chiostro. 
​L’ultima è la Chiesa degli Armeni, dedicata a San Gregorio l’Illuminatore. È eretta dal 1701 da Giovanni del Fantasia, in stile barocco. Dell’edificio originale è rimasta solo la facciata, con le statue della Fede e della Carità in mezzo al frontone spezzato. ​

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Via della Madonna
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Il Monumento a Francesco Domenico Guerrazzi
FotoPiazza della Repubblica
Riprendendo la Via Grande, verso Piazza della Repubblica, troviamo il monumento a Francesco Domenico Guerrazzi (1885) dello scultore livornese Lorenzo Gori e poi la statua del grande pittore livornese Giovanni Fattori (1903) realizzata da Valmore Gemignani, posta dietro l’edificio del Cisternino, una delle strutture dell’acquedotto livornese (1793-1833).Interessante la vasta Piazza della Repubblica detta del Voltone, in quanto rappresenta la volta di un grandissimo ponte. Sotto la piazza, infatti, scorrono per oltre 220 metri le acque del Fosso Reale che sfociano davanti alla Fortezza Nuova. A livello del piano stradale la piazza presenta una forma ellissoidale, con lampioni, panchine di marmo e colonnine un tempo usate per la sosta dei cavalli. Qui sono innalzate, una di fronte all’altra, le statue dei granduchi lorenesi Ferdinando III e Leopoldo II, eseguite rispettivamente da Francesco Pozzi ed Emilio Santarelli. Sui Fossi si affaccia l’elegante e ampio edificio del Mercato Centrale o delle Vettovaglie (1894), opera dell’architetto Angelo Badaloni. È una struttura imponente con vani per negozi, celle frigorifere, banchi, ancora oggi ben organizzata e piena di fascino per la sua originale architettura fin de siècle con mercanzie di ogni genere. Il popolo livornese ama fare la spesa al Mercato. Qui si coglie lo spirito dei livornesi veraci, nel clima informale e nella disinvolta disponibilità dei negozianti, come nel contiguo e vivacissimo Mercato delle Erbe di Piazza Cavallotti. E... visto che siete nei pressi del mercato, non scordatevi di assaggiare il gustoso “Cinque e Cinque” e il “frate” zuccheroso. Dal ponte del Mercato osserviamo un’altra imponente opera del Badaloni, le Scuole elementari Benci (1893). Su invito della Comunità Olandese Alemanna, Dario Giacomelli costruisce, tra il 1862 e il 1864, la chiesa in stile neogotico poco distante. 

Da non perdere...
Il giro dei Fossi in battello con il passaggio sotto il Voltone è un'esperienza unica. Il sistema dei fossi e dei canali della Venezia Nuova, seppur soggetto a numerose modifiche nel corso dei secoli, mantiene inalterato gran parte del suo fascino, tanto è vero che, sin dal 2002, ne è stato caldeggiato l’inserimento nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. 
FotoLa Sinagoga

Arriviamo in Piazza Cavour, realizzata nella prima metà dell’Ottocento. Qui convergono due importanti assi stradali che congiungono Piazza Grande a Piazza Attias: Via Cairoli e Via Ricasoli. 
L’area occupata dalla piazza in origine era il baluardo meridionale della città fortificata progettata da Bernardo Buontalenti. 
Nel 1871 viene innalzato il monumento a Camillo Benso Conte di Cavour, opera dello scultore labronico Vincenzo Cerri (1833-1903). 

La statua sorge su un basamento progettato dall’architetto livornese Arturo Conti.
Vivace la presenza dei livornesi nei numerosi caffè della piazza e delle Vie Cairoli e Ricasoli, dove si possono gustare veloci e appetitosi lunch. Un’epigrafe del 2003, posta sul palazzo prospiciente la piazza, situato all’angolo tra Piazza Cavour e Via Cairoli (oggi sede di un noto negozio in franchising), ricorda il famoso Caffè Bardi, un locale storico – attivo tra il 1908 e il 1921 – che è stato punto di incontro degli artisti labronici, soprattutto pittori, ma anche scultori, scrittori, autori teatrali e musicisti. Nelle adiacenze di Via Cairoli, in Piazza Benamozegh, si trova la Sinagoga, progettata dall'architetto romano Angelo Di Castro e ricostruita nel 1962, laddove sorgeva quella antica, una delle più belle e ricche d’Europa. 
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Foto

Da non perdere...
La statua di Leopoldo II, eseguita da Paolo Emilio Demi, inizialmente è situata in Piazza della Repubblica. Viene poi abbattuta durante i moti risorgimentali del 1849 e sostituita con quella realizzata, nel 1855, da Emilio Santarelli. L’opera del Demi, rimossa dal suo piedistallo e abbandonata per circa un secolo, è ora collocata al centro di Piazza XX Settembre. Merita una piccola deviazione la visita alla piazza che un tempo ospitava il Mercatino Americano. Oggi, liberata dai banchetti, offre al visitatore la vista della Chiesa di San Benedetto e della bella statua commissionata dal sovrano al Demi, uno dei principali esponenti della scuola neoclassica toscana. Il monumento è stato recentemente restaurato dal Comune di Livorno e dal Soroptimist International Club di Livorno, in occasione del 50° anniversario di Fondazione del Club. 

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